Quando apro il Codex del Marathon 2026 e arrivo alla sezione dedicata al Runner, mi rendo conto che Bungie ha fatto una scelta radicale: il protagonista non è un eroe, non è un simbolo, non è nemmeno un personaggio nel senso tradizionale. È una lente. Un dispositivo narrativo. Un punto di vista che attraversa un mondo instabile, frammentato, in continua riscrittura.
E questa cosa, da fotografo, mi colpisce profondamente. Perché anche io, quando lavoro, divento una lente. Non sono mai “dentro” la scena: sono il filtro che la interpreta. Il Runner funziona allo stesso modo. Non parla, non commenta, non giudica. Registra. Assorbe. Traduce. È un osservatore attivo, un sensore immerso in un ecosistema narrativo che cambia a ogni missione.
Il Codex lo descrive come un’entità “quantica”, un soggetto che non ha una timeline fissa ma esiste in una sovrapposizione di possibilità. È un concetto che mi ricorda la fotografia a lunga esposizione: un singolo scatto che contiene più momenti, più movimenti, più versioni della realtà. Il Runner è questo: un contenitore di possibilità.

Dal punto di vista grafico, Bungie ha fatto un lavoro straordinario. Il design del Runner non è mai definitivo: cambia in base al contesto, alla fazione con cui interagisce, alla missione che affronta. È un’identità visiva fluida, modulare, quasi liquida. Un po’ come quei brand contemporanei che non hanno un logo fisso, ma un sistema di forme che si trasformano. E io, da grafico, riconosco subito la logica dietro questa scelta: il protagonista non deve essere un’icona, ma un’interfaccia.
Narrativamente, questa scelta apre possibilità enormi. Il Runner non è un personaggio da conoscere, ma un punto di vista da abitare. È un modo per dire al giocatore: non sei qui per interpretare qualcuno, sei qui per osservare un mondo che non esiste senza di te. È un ribaltamento totale del concetto di protagonista.
Una curiosità che mi ha colpito: Bungie ha confermato che alcune missioni del Marathon 2026 cambiano in base al “profilo percettivo” del Runner, cioè al modo in cui il giocatore ha affrontato le missioni precedenti. Non è una scelta morale, non è un branching narrativo classico: è una modulazione della realtà. Come se il mondo rispondesse al tuo modo di guardarlo.
E questo, per me, è il cuore del reboot: Marathon 2026 non ti chiede di essere un eroe, ma di essere un osservatore consapevole. Un fotografo del caos. Un grafico che legge pattern invisibili. Un Runner che attraversa un universo che cambia mentre lo guardi.
Approfondimenti
- Sito ufficiale Marathon 2026: https://www.marathonthegame.com
- Annuncio ufficiale Bungie:
https://www.bungie.net/7/en/News/Article/marathon(bungie.net in Bing) - Wiki della community Marathon: https://marathon.fandom.com
- Archivio storico Marathon (utile per confronti con il passato): https://marathon.bungie.org
- Canale YouTube ufficiale:
https://www.youtube.com/@MarathonTheGame(youtube.com in Bing)









